| Influenza A/H1N1: cosa c'è da sapere |
| Scritto da Avis Emilia Romagna |
| Giovedì 19 Novembre 2009 18:05 |
“Pandemia” non è una parola che evochi scenari apocalittici:di derivazione greca (pan=tutto e demos=popolo) essa indica la rapidità con la quale una malattia si propaga in più aree geografiche e colpendo una percentuale della popolazione più alta rispetto a quella di un semplice contagio da virus influenzale. E nonostante la più banale delle osservazioni etimologiche dovrebbe già portare ad un ridimensionamento dell’allarme, il termine pandemia associato all’influenza suina ha scatenato a livello mondiale una vera e propria psicosi, alimentata dagli allarmismi gonfiati ad hoc dai media e da clamorose smentite, che più facilmente si possono reperire in rete piuttosto che nei canali informativi tradizionali, giornali e televisioni, sedotti dalle aperture a caratteri cubitali nelle quali si fa il macabro conto del numero di morti per questo virus. L’influenza suina sicuramente rimarrà nella memoria per il suo carattere pandemico, appunto, ossia per il fatto che dal Messico (dove i primi casi si manifestarono) alle Filippine, passando per Europa, Africa e Australia, essa ha raggiunto (o potenzialmente può contagiare) la quasi totalità della popolazione mondiale. Di fronte ai catastrofismi e alle cifre che vengono strillate con toni allarmistici è opportuno però fermarsi e verificare con lo strumento della ragione -e non con quello dell’emotività sollecitata da informazioni distorte- l’effettiva portata di questo famigerato virus A/H1N1. Di normale influenza stagionale infatti si tratta, che colpisce le vie respiratorie provocando febbre alta (al di sopra dei 38°) mal di gola, tosse e senso di spossatezza. È chiaro che esistono (come peraltro accade per ogni banale influenza) le cosiddette “categorie a rischio”, ossia individui che, in virtù di un quadro clinico già compromesso (per malattie croniche, disturbi gravi, vecchiaia) potrebbero riportare dall’influenza danni letali. In Italia è già accaduto in una trentina di casi: ma ogni volta i media hanno tralasciato, o accennato a mezza voce, di dire che le vittime fossero, appunto, soggetti a rischio. Un appello al buon senso è necessario a scacciare paure ingiustificate: le raccomandazioni a seguire norme basilari di igiene (come il lavarsi spesso le mani, usare fazzoletti usa e getta, ecc.) sono già sufficienti a tutelarsi dalla malattia. Se questa poi dovesse arrivare, interpellare il proprio medico di base sarà sufficiente per ricevere l’assistenza farmacologia più efficace, evitando dunque il sovraffollamento degli ospedali. ridurre la velocità di diffusione del virus. Allo stesso modo sono chiamati a sottoporsi al vaccino i medici ed il personale sanitario, per una questione, dice Bissoni, “etica”, ossia per non lasciare le corsie degli ospedali sprovviste di operatori sanitari. I donatori di sangue, in quanto patrimonio irrinunciabile del Sistema Sanitario regionale e nazionale, saranno interessati dal piano di vaccinazione, secondo quanto disposto dal Ministero della Salute. È stata predisposta a tal proposito dal Centro Regionale Sangue (Servizio Sanitario Regionale dell'Emilia-Romagna), di concerto con le associazioni dei donatori di sangue Avis e Fidas, una circolare per informare i donatori di sangue circa le norme comportamentali che dovrebbero essere rispettate per contrastare la diffusione del virus influenzale A/H1N1 e prevenire una possibile “emergenza sangue” in caso di un calo della raccolta a causa dell’alto numero di contagiati. La somministrazione sarà gratuita ed effettuabile presso le strutture sanitarie che saranno indicate dai Servizi Sanitari Regionali: per i donatori della nostra Regione saranno rese disponibili 50.000 dosi di vaccino. Ancora non sono definite le modalità di somministrazione: in attesa dei tempi necessari alla organizzazione ai donatori viene richiesta quell’attenzione alla quale peraltro da sempre sono ispirati in virtù stessa dell’atto che compiono. Si devono astenere dalla donazione coloro che abbiano febbre e malesseri stagionali, tosse stizzosa, o che non si sentano in piena forma fisica. Queste norme di buon senso saranno sufficienti ad arginare il fenomeno del contagio. Le prime dosi di vaccino arrivate in Regione sono state destinate al personale sanitario e alle persone affette da gravi patologie. Ad oggi sono 35mila le persone vaccinate, pari al 20 per mille della popolazione. A partire dal 15 novembre arriveranno altre 45mila dosi di vaccino: questa seconda fase coinvolgerà, tra gli altri, i donatori di sangue, in particolare quelli compresi nella fascia di età 29-55 anni per entrambi i sessi. L’invito ai donatori è di rivolgersi nei prossimi giorni alle proprie Avis per avere notizie circa tempi, modi e luoghi di somministrazione del vaccino. Sarà possibile inoltre effettuare contemporaneamente la vaccinazione per l’influenza stagionale. |





